I teorici del fantuttismo, ben rappresentati sui giornali di destra, la maggiore antipatia la manifestano verso le anime belle, i moralisti e per contrappeso nutrono invece una certa qual solidarietà per la spregiudicatezza leaderistica. L’esercizio cinico del potere a fini egoistici risulterebbe gradito a Nietzsche (molti soli, comunque, al complesso della sua opera), che criticava l’etica cristiana squalificandola come morale del gregge. Se essa si era imposta nella storia, diceva, era per spuntare le unghie alla morale dei signori, privando questi ultimi del loro rapacismo e della schietta affermazione del Sé. Ma i nostri signori, una volta tirati in ballo, anziché opporre il loro aristocratico individualismo, piagnucolano chiamando in causa una nuova morale del gregge. Lo fanno tutti, ecco qua. E via a rifugiarsi sotto le gonne, sotto le pelli morbide, non ancora tosate. Il fantuttista non è il coraggioso sparviero che sfida le regole del formalismo morale per espandere il proprio Io, bensì il codardo che nella morale corrente cerca la scriminante per il suo agire (“Chi è senza peccato scagli la prima pietra”, non l’aveva mica detto Nietzsche…).
(Remo Bassetti)
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